Quanti tipi di autismo esistono?
Quando si parla di autismo è frequente sentir utilizzare espressioni come “autismo lieve”, “autismo grave”, “Asperger” o “autismo ad alto funzionamento”. Oggi, tuttavia, dal punto di vista diagnostico non si distinguono più diversi “tipi” di autismo, ma si parla di un’unica condizione: il Disturbo dello Spettro dell’Autismo (ASD – Autism Spectrum Disorder).
Il termine “spettro” è particolarmente importante perché sottolinea la grande variabilità con cui l’autismo può manifestarsi. Ogni persona presenta infatti un profilo individuale, caratterizzato da specifici punti di forza, difficoltà e bisogni di supporto.
I livelli di supporto
Secondo il DSM-5-TR, il Disturbo dello Spettro dell’Autismo viene descritto anche in relazione al livello di supporto necessario alla persona:
- Livello 1 – richiede supporto: sono presenti difficoltà nella comunicazione e nell’interazione sociale e una certa rigidità nei comportamenti o negli interessi, che possono interferire con la vita quotidiana e richiedere un supporto specifico.
- Livello 2 – richiede supporto significativo: le difficoltà nella comunicazione sociale e i comportamenti ristretti e ripetitivi risultano maggiormente evidenti e incidono in maniera significativa sul funzionamento della persona nei diversi contesti di vita.
- Livello 3 – richiede supporto molto significativo: sono presenti difficoltà marcate nella comunicazione e nell’interazione sociale e/o una significativa rigidità comportamentale, con un importante impatto sull’autonomia e sulla quotidianità.
Questi livelli non rappresentano tre differenti tipi di autismo e non definiscono da soli le caratteristiche o le potenzialità della persona.
Ogni persona con autismo è diversa
Lo spettro autistico è estremamente eterogeneo. Alcune persone sviluppano un linguaggio verbale fluente, mentre altre utilizzano poche parole o modalità di comunicazione alternative. Possono essere presenti differenti livelli di funzionamento cognitivo, autonomie personali e sociali, capacità scolastiche e adattive.
Possono inoltre associarsi altre condizioni del neurosviluppo o cliniche, come disabilità intellettiva, disturbi del linguaggio, ADHD, difficoltà di coordinazione motoria, disturbi dell’apprendimento, epilessia, disturbi del sonno o problematiche emotivo-comportamentali.
Per questo motivo, parlare semplicemente di autismo “lieve” o “grave” può risultare riduttivo: una persona può avere buone competenze cognitive e linguistiche ma incontrare importanti difficoltà nella regolazione emotiva, nella flessibilità, nelle relazioni sociali o nelle autonomie quotidiane.
Perché è importante una valutazione individualizzata?
La diagnosi rappresenta solo il punto di partenza. Una valutazione completa deve permettere di conoscere non soltanto le difficoltà, ma anche le competenze, le risorse e le potenzialità della persona.
L’obiettivo è costruire un progetto di intervento individualizzato, definito sulla base dell’età, del profilo di sviluppo e dei bisogni della persona e della sua famiglia.
Non esiste un solo modo di essere autistici: esistono persone diverse, con caratteristiche, capacità e necessità di supporto differenti.